|
Quando l’azione creativa di un pittore si muove in uno spazio di libertà assoluta, sotto la direzione del sentimento puro, con l’immaginazione visionaria di un bambino e la stravaganza innocente del gioco… una mostra d’arte diventa una sinfonia d’autore. Una musica sottile e materica che si fa ascoltare con gli occhi, si fa condurre dal sangue, intercetta i neuroni e coinvolge la mente in un volo nell’ovunque.
Il linguaggio pittorico di Salvatore Pujia è disarmante in tutte le sue espressioni. Tele, tavole e carte subiscono la trasformazione rivelatrice di un genio del cuore e raccontano le visioni poetiche di un’anima sognante.
Nel movimento del colore e nella concretezza della materia - tra linee, pieghe e contrasti - l’artista crea vere e proprie spazialità atmosferiche. Costruisce un’opera che è luce, spazio e forza emotiva insieme. Tesse superfici in cui la spiritualità cosmica si manifesta come esercizio di forza presente e latente: espressione della potenza creatrice che produce continuamente il nuovo possibile.
Nell’elementarità delle figure e nella naturalezza dei segni tra luci, ombre e trame le piccole esperienze quotidiane svelano il mistero voluttuoso della vita e ammutoliscono le voci artificiali e compiacenti, rispecchiando nell’anima le profondità del cielo e infondendo nuovo desiderio di costruire.
Salvatore Pujia è un giocoliere indolente. Nella sua opera non c’è progetto, non c’è costruzione macchinosa, non c’è discorso saccente. C’è l’uomo che trema di passione cogliendo, nell’esperienza del sentire, il senso inaudito della vita. C’è l’uomo che sogna, si conosce e crea. Semplicemente, c’è l’uomo che scopre Nei tratti del sogno… L’universo.
|