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| 9 febbraio 12 aprile 2008 - Lamezia Terme CZ - Pramantha Arte gallery |
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| LArtmezia Terme. Palpito mediterraneo |
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| a cura di Maria Rosaria Gallo |
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Spero che da questo risulti chiaro quanto sia importante non fare mai una cosa che non si accordi con il vostro impulso vitale,
qualcosa di cui voi stessi non vi rendete ragione. La terra ci lega. Quando saltiamo in aria, ci aspetta.
(Jerzy Grotowsky, Per un teatro povero)
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Brunivo Buttarelli, Filippo Andronico, Salvatore Pujia
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Pasquale Maria Cerra, Stefano Lapi, Tijana Stancovic, CUBA
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Antonio Saladino, Fabio Butera, Gennaro Pileggi, Rosella Cerra
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Quando l’intero tempo degli uomini vive in un Mare Interno insignificante crepa di una crosta terrestre sempre in fremito la palude non può durare, e il palpito si fa sentire.
È un ritmo lento e intenso, un’ipnotica percussione. È l’agitarsi di un patire che generando esegue con fatica la sinfonia dell’inquietudine: spartito di un sentimento nostalgico che perennemente avverte la mancanza di ciò che non esiste. E lo crea. E poi lo nega.
E il palpito si mette in mostra. Esibisce la sua sensualità dalla periferia carica di vuoto, occupata da un arido pensiero vigilante, da un’avida pigrizia che inquina la lentezza e la rende schiavitù.
Come un prezioso fossile dell’intimo passato di sempre, l’arte accende nello sguardo la visione del futuro, aggredisce con dolce e materna crudeltà il degrado delle verità e sfida al palpitare di un pensiero vero.
Il mediterraneo nell’arte è palpito come ritmo del sentire che nella terra si fa frattura, nel mondo si fa conflitto, nelle anime si fa ricerca, nell’idiozia si fa ironia, nella materia si fa opera, nel pensiero si fa musica e nella vita… si fa arte.
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Maria Rosaria Gallo
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